Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta riflessione

Buon Natale 2019

Quest’anno sto leggendo un libro sulla resilienza, libro consigliatomi per la preparazione della tesi di tirocinio dalla mia professoressa, che ringrazio.  Nella mia vita mi sono spesso chiesta perchè io abbia reagito in modo del tutto diverso da altre mamme di fronte alla perdita di mio figlio. I fattori sono sicuramente molti, ma la resilienza è la somma di tutto.  Ho letto di mamme che non preparano l’albero con i figli vivi perché non sopportano il dolore, di mamme che si colpevolizzano perché gioiscono come se tradissero la memoria del figlio morto, mamme che si perdono, che dichiarano di aver smesso di vivere quel giorno.  Io no. Io preparo l’albero con Marianna perché voglio collezionare ricordi con lei e godermi ciò che la vita mi da, piuttosto che preservarmi dal dolore. Io nel dolore ci vivo, lo attraverso ogni giorno, ma non voglio rinunciare alla vita per paura del dolore. Idem Sebastiano al mio fianco.  Da sempre noi festeggiamo ogni volta che possia...

Quando si incontrano due mamme di angeli

Sta mattina ero in aula ricevimenti. Terminati i colloqui, scambio due parole con una collega. Sono nuova di questa scuola e conosco poco, anzi per nulla, le storie dei miei colleghi. Con alcuni scocca una sintonia da subito, è il caso della collega di sta mattina. Al mio arrivo mi aveva accolta con un sorriso e resa partecipe della realtà della classe che coordina... mi piacque subito, percepivo nel suo modo qualcosa di mio, ma non sapevo cosa.. e neanche ci pensai molto.  Sta mattina, non so bene come ci siamo arrivati, ho citato Giuseppe, lei mi chiede se avessi perso un figlio, le dico di si. “Anche io” mi dice. La sintonia mi fu chiara... Probabilmente chi avesse assistito a quell’incontro lo avrebbe definito surreale, due donne che ridono della loro dolorosa esperienza... che si raccontano ridendo di quando si commuovono e piangono. Ridono perché si sentono comprese nel profondo l’una dall’altra. Libere di dire ciò che vivono senza la paura di destare emozioni spiacevoli o di...

L’emozione di un saluto

In questi giorni sto vivendo la mia prima esperienza degli esami di terza media. Con sette classi terze ho avuto modo di vedere approcci differenti di intendere l’esame orale. Ho visto esami penosi, ragazzi non solo non preparati, ma anche assolutamente disinteressati a qualsiasi argomento. Ho visto esami “pieni di nozioni”, ragazzi che sanno tutto, ma di fronte a una domanda di attualità si perdono, non sanno cosa accade e non hanno opinioni personali, quasi indifferenti, interessati più al voto che alla conoscenza. Ho visto esami “belli” di ragazzi con tanta ricchezza dentro, che forse non sanno tutto, ma ragionano! Ragazzi con competenze che spesso la scuola sottovaluta, come il ragazzo Sinto che non ama la scuola, ma che ha tanta voglia di riscatto; che ti racconta le loro tradizioni e ne illustra pregi e difetti, che sa dirti cosa vuole e cosa non vuole per la sua vita; che vede nella storia la possibilità di non commettere gli stessi errori del passato; che ti chiede dell’esam...

Sono una pessima madre

Ormai è assodato: sono una madre pessima! Sono pessima perché non mi preoccupo troppo di non dare schifezze da mangiare a mia figlia.. se vuole mangiare una caramella gliela do, due no. Senza contare le patatine, i ghiaccioli, fritti vari...  Sono una pessima madre perché le lascio guardare i video sul tablet o sul cellurare! Anzi, santi video quando sei in auto o devi cambiarti e tua figlia è una cozza che si stacca solo guardando Masha!  Sono una pessima madre perché mia figlia la faccio uscire, sempre, col caldo o col freddo, e se non vuole mettere la giacca pazienza... se ha freddo la chiederà! Sono una pessima madre che la fa bagnare durante il temporale e la lascia pure saltare nelle pozzanghere! Sono una pessima madre perché la lascio dormire con noi nel lettone. E mi godo pure la sua presenza! (Quasi sempre) Sono una pessima madre perché se usciamo a cena non mi porto dietro pappe e pappette... qualcosa mangerà... e se non mangia c’è Santa tetta. Sono una pessima madre...

Sono una donna fortunata

Io sono una donna fortunata . Sono fortunata perché nella mia vita ho vissuto esperienze forti, profonde e dense di significato. Ho provato emozioni e sentimenti estremi, che mi hanno portato a comprendere l’infinita forza dentro di me.  Nella mia vita ho provato molti dei dolori che una donna/madre può dover provare: l’infertilità, la malattia e la morte di un figlio e l’aborto. Questi dolori mi hanno scavato e devastato nel profondo. La perdita di Giuseppe mi ha distrutto e ho dovuto ricostruirmi completamente.  Certo ho sofferto, mi sono addentrata nel dolore accogliendolo, accettandolo e, laddove possibile, superandolo.  Una quota di dolore non è superabile, la morte di Giuseppe non la supererò mai, ma vivo l’accettando quel dolore che si traduce in istanti della mia vita in cui mi sale il magone e la voglia di piangere; anche in questo caso vivo il mio momento di dolore, magari piango, ma poi torno a sorridere. Photo by:      http://www.veronicalombez....

Giorno nero

Oggi è il mio giorno nero. Quel giorno in cui la lacrima è facile e gli occhi sono spesso bagnati. Il giorno in cui non solo ricordo, ma in cui VOGLIO ricordare. Perché una madre non può dimenticare il suo bambino.  Da Giuseppe ho imparato molto, la prima cosa che mi ha insegnato è che ci sono cose che ci fanno stare male: nel momento in cui provi dolore è giusto e sacrosanto piangere, ma quando quel dolore passa bisogna sorridere e godere della vita. Oggi è il mio giorno di dolore (neanche tutto, alcuni momenti) ma passato il dolore non si deve continuare a piangere. E oggi, nel giorno del mio dolore più grande, me lo voglio ricordare perché domani voglio ridere e vivere, per me, per Giuseppe, ma soprattutto per Marianna! Vabbè anche per Seba😜

Combatterei

Io sono pacifista... sono pacifista fin nel midollo. Sono di quelle del porgere l'altra guancia se mi fai del male, del perdonare se mi calpesti. Sono pacifista e odio le armi, odio ogni tipo di violenza: fisica e verbale. Si sono pacifista, ma sono anche realista e con un senso civico altissimo. Qui non si tratta di me, qui si tratta della nostra cultura, del futuro dei nostri figli. Io sono pacifista con un cervello pensante... qualcuno dice che mi faccio seghe mentali, ma mi piace capirle le cose. Voglio sapere da dove nasce questo odio contro l'Occidente e voglio sapere perché le persone cresciute qui, magari proprio italiane, francesi o inglesi, scelgono di convertirsi all'odio. Dico all'odio perché qui si va al di là della religione. Le religioni cercano il bene dell'uomo e non il male. Un movimento che vuole il male in nome di Dio non è religione è fanatismo (di qualsiasi matrice sia). Voglio sapere perché si convertono perché se noi non ci ...