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Visualizzazione dei post con l'etichetta Dolore

La solitudine di un genitore in lutto

Sono passati molti anni dalla morte di Giuseppe, almeno per la stragrande maggioranza della gente 8 anni sono tanti. Non è un male, ed è assolutamente naturale, che per molti Giuseppe sia solo un bel ricordo e che non faccia più male. È naturale che non ci siano più per loro eventi che portino alla mente la sua immagine. Per me e per il suo papà è molto diverso. Paradossalmente ci sono momenti in cui fa più male di otto anni fa. Fa più male perché siamo più soli nel nostro dolore. Quando Giuseppe è morto sentivamo che non eravamo così soli a soffrire, anche se il dolore non era lo stesso, tante persone soffrivano con noi, capivano immediatamente che le nostre reazioni potessero essere legate a quel dolore. Inoltre le persone intorno a noi al momento della morte di Giuseppe erano persone che sapevano tutto. Non dovevo spiegare, non dovevo raccontare, erano a conoscenza del nostro vissuto. Oggi invece conosciamo nuove persone che non sanno nulla. Ci troviamo spesso a dover decidere se...

Buon Natale 2018

Il 23 dicembre 2013, nella vigilia di Natale che sapevo essere l’ultima con Giuseppe, scrivevo: “domani è la vigilia. Un Natale così, ma noi festeggeremo perchè, a meno di un miracolo, sarà l'ultimo con Giuseppe, faremo l'apertura dei regali, taglieremo il panettone e festeggeremo. Come da un po' di tempo, vedremo di collezionare ancora qualche bel ricordo. Da Agosto ho pensato di essere alla fine molte volte, poi il tempo andava avanti e siamo a Natale. Non posso dirmi sicura di arrivarci fino a quella mattina, però.  Vorrei davvero voi capiste quali grandi fortune molti hanno. Cose piccole che non si apprezzano veramente perchè si danno per scontate, come l'essere a tavola e pranzare insieme, oppure il semplice lavorare o andare a scuola. Si apprezzano queste cose solo quando ci vengono a mancare. Vi auguro per questo Natale di apprezzare davvero ciò che avete, di sentirvi grati nel profondo del cuore. Ognuno di noi ha le sue situazioni tristi da risolvere, ma bisogna...

Quando si incontrano due mamme di angeli

Sta mattina ero in aula ricevimenti. Terminati i colloqui, scambio due parole con una collega. Sono nuova di questa scuola e conosco poco, anzi per nulla, le storie dei miei colleghi. Con alcuni scocca una sintonia da subito, è il caso della collega di sta mattina. Al mio arrivo mi aveva accolta con un sorriso e resa partecipe della realtà della classe che coordina... mi piacque subito, percepivo nel suo modo qualcosa di mio, ma non sapevo cosa.. e neanche ci pensai molto.  Sta mattina, non so bene come ci siamo arrivati, ho citato Giuseppe, lei mi chiede se avessi perso un figlio, le dico di si. “Anche io” mi dice. La sintonia mi fu chiara... Probabilmente chi avesse assistito a quell’incontro lo avrebbe definito surreale, due donne che ridono della loro dolorosa esperienza... che si raccontano ridendo di quando si commuovono e piangono. Ridono perché si sentono comprese nel profondo l’una dall’altra. Libere di dire ciò che vivono senza la paura di destare emozioni spiacevoli o di...

La pietra sul cuore della mamma di un angelo

Il macigno sul cuore. Questa è la sensazione che ti accompagna ogni giorno quando sei genitore di un angelo. La tua vita è accompagnata da un macigno che appesantisce ogni momento della tua vita. Quel macigno c’è sempre... il tuo cuore col tempo acquisisce la forza di sostenerlo, ma non ha forza per molto altro ed il crollo è lì, da un momento all’altro.  Devi fare i conti con la tua debolezza, col tuo essere fragile. Devi imparare i tuoi limiti, riconoscere gli ambienti negativi che appesantiscono ulteriormente il tuo cuore e cercare di evitarli.  Cose che, con tutta probabilità, prima della perdita di tuo figlio sopportavi senza problemi, oggi diventano insormontabili montagne perché il tuo cuore è già schiacciato da un peso enorme e non ce la fa proprio a sopportare troppo altro peso.  Questa condizione accomuna tutti noi genitori di angeli in cielo.  E più quel figlio lo hai abbracciato, baciato, curato, più hai accumulato ricordi insieme a lui, più hai costr...

Vita da incubo

Su Facebook ho trovato questa immagine sulla mia Home  Conosco esattamente la sensazione di vivere un incubo. Ci sono momenti in cui ti rendi conto di questo, di quanto la tua vita si avvicini all’idea di vita più brutta che potessi immaginarti.  La mia idea, fin da piccola, era che ciò che di più grave per me fosse la malattia e la morte di un figlio. La sensazione di vivere un’incubo però non è stata per me perenne, ricordo esattamente il mattino e il periodo in cui l’ho percepita più forte. Poi piano piano è svanita, non perché la mia condizione di vita fosse migliorata, ma semplicemente perché ho digerito la vita che mi è stata affidata e ho cercato di trarne il meglio per me e per chi ho intorno. Ricordo una mattina al risveglio, credo fosse dopo i primi cicli di chemio, quando il tumore tornò. Quello per me fu il momento della sconfitta. In quel momento sapevo inconsciamente che la nostra battaglia sarebbe stata difficilmente vinta. Dovevo digerire questa dura realtà. Un...

Sono una donna fortunata

Io sono una donna fortunata . Sono fortunata perché nella mia vita ho vissuto esperienze forti, profonde e dense di significato. Ho provato emozioni e sentimenti estremi, che mi hanno portato a comprendere l’infinita forza dentro di me.  Nella mia vita ho provato molti dei dolori che una donna/madre può dover provare: l’infertilità, la malattia e la morte di un figlio e l’aborto. Questi dolori mi hanno scavato e devastato nel profondo. La perdita di Giuseppe mi ha distrutto e ho dovuto ricostruirmi completamente.  Certo ho sofferto, mi sono addentrata nel dolore accogliendolo, accettandolo e, laddove possibile, superandolo.  Una quota di dolore non è superabile, la morte di Giuseppe non la supererò mai, ma vivo l’accettando quel dolore che si traduce in istanti della mia vita in cui mi sale il magone e la voglia di piangere; anche in questo caso vivo il mio momento di dolore, magari piango, ma poi torno a sorridere. Photo by:      http://www.veronicalombez....

Giorno nero

Oggi è il mio giorno nero. Quel giorno in cui la lacrima è facile e gli occhi sono spesso bagnati. Il giorno in cui non solo ricordo, ma in cui VOGLIO ricordare. Perché una madre non può dimenticare il suo bambino.  Da Giuseppe ho imparato molto, la prima cosa che mi ha insegnato è che ci sono cose che ci fanno stare male: nel momento in cui provi dolore è giusto e sacrosanto piangere, ma quando quel dolore passa bisogna sorridere e godere della vita. Oggi è il mio giorno di dolore (neanche tutto, alcuni momenti) ma passato il dolore non si deve continuare a piangere. E oggi, nel giorno del mio dolore più grande, me lo voglio ricordare perché domani voglio ridere e vivere, per me, per Giuseppe, ma soprattutto per Marianna! Vabbè anche per Seba😜

Cuore di mamma....

La condizione di una mamma che ha perso un figlio è una condizione difficile da capire. Così come è difficile da comprendere, lo è anche spiegarla. Io però ci provo perché amo le sfide impossibili.  È una condizione per i più irreale, fatta di contrasti. Passiamo dal dolore alla gioia, dalla malinconia alla speranza, dal pianto al riso.  Allo stesso tempo possiamo provare emozioni positive e negative.  Tutto ciò mi è stato ancor più chiaro quando è nata Marianna. Avere un altro figlio ti fa gioire immensamente, è l’arcobaleno che solca il cielo tornato sereno. Sicuramente la vita ha nuovo senso con la nascita di un nuovo figlio. Immagino che per chi avesse già figli quel senso rimanga e quella gioia per la loro vita sia forte in ogni genitore.  Eppure.... Eppure ti rimane il cuore pesante, un peso nero che non ti abbandona mai.  Immaginate il nostro cuore come un entità infinita, come infinito è l’amore di una madre, un cuore che ad ogni figlio si dilata proprio...

La mia vita perfetta

Oggi sono 8 anni dal mio giorno perfetto. Il giorno in cui tu sei nato. 8 ANNI.  Inevitabile sentire il dolore e la malinconia, ma allo stesso tempo la gioia di averti avuto. “ È l’ora di pranzo, l’ambiente è avvolto da una luce bellissima, la mia casa è uno specchio come non lo era mai stata e probabilmente non lo sarà mai più! Sono in piena sindrome del nido! Da ieri avverto delle piccole contrazioni, ma mene sto tranquilla, ogni contrazione è seguita da un grosso sorriso che non so controllare perché quel bimbo tanto atteso sta per arrivare!  A pranzo chiedo a Seba di non iniziare lavori lunghi, lui è altrettanto tranquillo, almeno in apparenza. Chiacchieriamo sereni, felici ed entusiasti: il nostro sogno si sta finalmente avverando!  Dopo pranzo riordino, con un po’ di fatica per alcune contrazioni, sistemo tutto, pulisco per benino e decido di fare un sonnellino. Niente! Non riesco a dormire e verso le 16.00 mando un messaggio a Raffaella, la mia ginecologa-cugina. M...

Farli rivivere

Tempo fa accompagnai una persona da Franco (per chi non lo sapesse è un uomo speciale che ha un rapporto speciale con Dio, a cui la gente spesso va a chiedere aiuto). Mentre attendevo in disparte poiché non mi interessava "passare" venne a sedersi vicino a me una donna che continuava a piangere disperata. Mi chiese se questo Franco fosse speciale come dicono. Io mi trovai in imbarazzo, le dissi che molti riferivano di essere stati aiutati da lui e le chiesi cosa cercasse. Mi disse che cercava pace, che cercava risposte perché la sua unica figlia era morta. Io ero per lei una sconosciuta, eppure lei si aprì in modo così totale. A quel tempo non ero madre e non sapevo che la vita mi avrebbe riservato lo stesso destino. Volevo consolarlo, dirle qualcosa che potesse aiutarla ad affrontare quel grande dolore, uno scopo nuovo per vivere. Le chiesi di raccontarmi di sua figlia. Mi disse che era bella, solare e impegnata ad aiutare, se non ricordo male i bambini. All'ud...

10 cose da non fare con chi ha perso un figlio

Durante la malattia di Giuseppe e dopo la sua morte, mi son sentita dire cose che preferirei proprio non sentirmi dire. So che chi lo fa le dice non per offendere, ma con l'intento di aiutare o confortarmi, ma al contrario irritano o intristiscono. Il mio non è un giudizio, ma un invito a riflettere: pensate a chi state parlando. Questo post non è politicamente corretto, ma estremamente sincero. So che avere a che fare con me può non essere semplice, ma pensate mica che la mia vita sia semplice? So che di fronte a me molti sono in imbarazzo e in difficoltà nel non sapere che fare o che dire, ma è niente in confronto alle nostre difficoltà di ogni giorno. Io non penso di essere cattiva nello scrivere queste cose, voglio solo farvi capire cosa proviamo noi genitori che perdiamo un figlio. Ogni dolore è diverso e ha una sua dignità e forse in queste cose ci si trova anche qualcun altro, ma sicuramente mi ci trovo io ogni giorno. Poi ammetto che al...

Sospiri

I miei giorni si distinguono tra quelli buoni e quelli in cui ti manca terribilmente qualcosa. E sai esattamente chi è! So che la vita mi riserverà periodicamente di questi giorni, una mamma che perde un figlio non smetterà mai di sentirne la mancanza, a volte inconsapevolmente si sentirà malinconica, ma se ci pensa avrà avuto un flash, avrà visto qualcosa che le ha rinnovato quel senso di vuoto dentro. E così vi capiterà di vedermi sorridere e improvvisamente vedrete il mio sguardo nel vuoto... assorta... sto pensando a lui. Al mio splendido bambino e al suo sorriso. E come faceva lui, quando sarò  pronta, sospirerò e riprenderò a sorridere con voi.