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A proposito di Charlie

"Cosa costa provare" molti dicono così a sentire la storia di Charlie. Provare terapie sperimentali costa, costa tanto per quel bambino, costa in dignità di vita e in qualità di vita, costa in dolore procurato a quel bambino. Una terapia sperimentale non è scelta dal bambino ma dai genitori che si aggrappano a ogni possibile cosa pur di continuare a tentare per tenere lontano il dolore del distacco... e chi più di me li capisce. Ma un bambino non è una cavia. Lasciar andare, aver la forza di dire basta è la cosa più difficile del mondo, ma non lo è così tanto se prima di noi stessi mettiamo io bene del nostro bambino. Sulla carta tutti diremmo che un genitore faccia così.. purtroppo non è così immediato. La linea sottile tra cura e accanimento è difficile da scorgere con un amore così grande quale quello di un genitore per il proprio figlio. Questo amore rischia di renderci egoisti e pensare che averlo con noi sia l'unica via per il bene del nostro bambino, e allora c...

BUON NATALE a modo mio

Cercavo un modo per fare gli auguri di Natale, per dirvi qualcosa di diverso dal solito "vi auguro tanta serenità!". Non perché non auguri a tutti serenità, ci mancherebbe, ma perché nessuno può essere sereno senza consapevolezza. Mentre pensavo a ciò, apro Facebook e mi appare un ricordo. Il ricordo di ciò che scrissi l'ultima Vigilia di Natale con Giuseppe: Per chi non riesce al leggere lo riporto qui: Domani è la vigilia. Un Natale così, ma noi festeggeremo perchè, a meno di un miracolo, sarà l'ultimo con Giuseppe, faremo l'apertura dei regali, taglieremo il panettone e festeggeremo. Come da un po' di tempo, vedremo di collezionare ancora qualche bel ricordo. Da Agosto ho pensato di essere alla fine molte volte, poi il tempo andava avanti e siamo a Natale. Non posso dirmi sicura di arrivarci fino a quella mattina, però.  Vorrei davvero voi capiste quali grandi fortune molt i hanno. Cose piccole che non si apprezzano veramente perchè si danno per scontate, c...

Noi ❤️

20 anni, da tanto il nostro amore ci sostiene, insieme siamo cresciuti, abbiamo fatto sogni, affrontato cose che pochi affrontano. Siamo andati in crisi e le abbiamo superate. Siamo caduti e sostenendoci ci siamo rialzati. Un amore forte e vero, lontano da sentimentalismi e smielaggini. Fatto di quotidianità, di scelte condivise, di verità dette nonostante il dolore che potevano arrecare, di forte complicità nei momenti delle grandi e difficili scelte e di piccole grandi discussioni per i nostri modi così differenti di affrontare la vita. 20 anni di liti e di paci fatte dopo ore di parole... perché non ci stiamo a mollare tutto... perché siamo NOI e noi siamo la nostra forza.  20 anni fa, più o meno verso quest'ora eravamo sotto casa mia dopo una giornata a Torino per l'inaugurazione della mostra del nostro amico Dario. Mi avevi chiesto di uscire, ma mio papà non mi lasciò: "adesso non esagerare, sei stata in giro tutto il giorno!". Così venisti a trovarmi... ma mic...

Francesca pensiero su Dio e il male

L'altro giorno ho incontrato una persona che mi ha fatto i complimenti perché non ho mai perso la fede. Mi sono chiesta più volte se sia così. In effetti mi sono arrabbiata... mi son sentita Giobbe... mi son allontanata da una religiosità rituale. Ma mai ho messo in dubbio l'esistenza di Dio. Non chiedetemi come sia Dio, io non lo so... Forse un'energia che tutto pervade, forse un'entità... Credo che su Dio non si possano avere molte certezze dato che nessuno lo ha mai visto. Chi crede, ne percepisce l'esistenza e bon, crede! Per questo molti sostengono che la fede sia un dono. Allora per darci un'idea di Dio dobbiamo fidarci. Fidarci del nostro sentire e di qualcuno di autorevole che parla di Dio. Non intendo i preti, ma semmai i grandi fondatori di religioni e le grandi tradizioni. Io mi sento profondamente cristiana, perché mi fido di Gesù e del Dio di cui ci parla e ci insegna. Certo senza la Chiesa, io non avrei potuto conoscere Gesù. Siccome ho un cervello...

Francesca pensiero per essere felici

Molti mi chiedono come faccio, come ho fatto: " ma come hai fatto ad affrontare tutto e sorridere?" "Come hai fatto a non crollare?". Da queste domande ho cercato di riflettere e capire cosa mi ha permesso di affrontare il dolore in modo diverso da molti altri. Dico in modo diverso perché la sofferenza c'è, ma è il modo di gestirla che ci rende persone serene o infelici. 1. La cosa principale è concentrarsi sul presente. Non rimuginare su quello che è stato e neanche preoccuparsi troppo per il futuro. Lo so, è una banalità, ma davvero poche persone lo sanno fare seriamente. Molti si trovano a cena con amici e pensano al problema di lavoro che li aspetta il giorno dopo, oppure all'occasione mancata della settimana prima. Il risultato: si lamentano, non riescono a divertirsi e rovinano la serata a sè e agli altri. 2. Concentrarsi sul presente non vuol dire smettere di piangere per una mancanza o un dolore grande come il mio. Mentirei se dicessi c...

Limiti

Fare i conti con i propri limiti non è semplice. Per me è stato particolarmente complicato, soprattutto questa volta. Forse perché tutti mi dicono quanto sono forte ad aver affrontato la malattia e il lutto... probabilmente mi sono montata la testa. Mi ero prefissa, per questa gravidanza, che avrei lavorato fino alla fine, che avrei fatto tutto.. la prof, la mamma, la moglie.... tutto. E certamente lo avrei fatto... Non fosse che il mio fisico non è stato proprio dell'idea. Vuoi l'età, vuoi semplicemente ciò che una gravidanza comporta. Tutti che ti dicono "stai a casa" ma tu non vuoi.. hai mille cose in ballo, i ragazzi contano su di te, non puoi mollare. Ma poi devi farti una scala di priorità.  Hai un bimbo in grembo... Non ci sei solo tu. Ecco, per me questo punto, questa volta è stato un problema. Per Giuseppe era naturale che lui ci fosse e che io mi dedicassi totalmente al suo bene, fin da quando ho scoperto la gravidanza. Non ho ...

Compleanno

Oggi il mio telefono ha iniziato presto a fare "tin". Fa ""tin" in continuazione. Molte persone, vicine e lontane, mi fanno gli auguri di compleanno. Il 5 maggio è un giorno dolce-amaro. Dovrei essere desiderosa di far festa... invece una vena di malinconia mi assale. Si, perché il 5 maggio 2012 iniziò il nostro ricovero ospedaliero. Era un sabato. Difficile gioire e avere voglia di festeggiare. Ma in questa malinconia la vita bussa, più forte della morte. Ogni messaggio, ogni augurio mi ricorda che la vita c'è, ed è un dono... anche se dolorosa. Siamo poi sicuri che preferiremmo non esistere a esistere pur soffrendo? Sinceramente io no. E la vita bussa di più quest'anno, perché la vita è in me... e si fa sentire! Scalcia e si dimena e a ogni suo movimento io ho un nuovo motivo per gioire, seppur oggi sia una gioia dolce-amara. Montagna russa di emozioni... un sorriso seguito da un sospiro. Così è la vita di una mamma che ha ...