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Quando si incontrano due mamme di angeli

Sta mattina ero in aula ricevimenti. Terminati i colloqui, scambio due parole con una collega. Sono nuova di questa scuola e conosco poco, anzi per nulla, le storie dei miei colleghi. Con alcuni scocca una sintonia da subito, è il caso della collega di sta mattina. Al mio arrivo mi aveva accolta con un sorriso e resa partecipe della realtà della classe che coordina... mi piacque subito, percepivo nel suo modo qualcosa di mio, ma non sapevo cosa.. e neanche ci pensai molto.  Sta mattina, non so bene come ci siamo arrivati, ho citato Giuseppe, lei mi chiede se avessi perso un figlio, le dico di si. “Anche io” mi dice. La sintonia mi fu chiara... Probabilmente chi avesse assistito a quell’incontro lo avrebbe definito surreale, due donne che ridono della loro dolorosa esperienza... che si raccontano ridendo di quando si commuovono e piangono. Ridono perché si sentono comprese nel profondo l’una dall’altra. Libere di dire ciò che vivono senza la paura di destare emozioni spiacevoli o di...

Lettera a te che non vaccini i tuoi bimbi

Caro genitore che decidi di non vaccinare tuo figlio, Non ti scrivo per farti cambiare idea, so che non la cambierai. Ti scrivo per renderti consapevole della tua fortuna.  Innanzitutto sii grato di poter decidere se vaccinare o meno tuo figlio, perché se lo puoi fare (e non parlo di leggi ma di possibilità fisica) vuol dire che tuo figlio è sano e può vaccinarsi, alcuni bambini non possono farlo; inoltre essendo sano potrà affrontare la malattia con le risorse necessarie, un bimbo immunodepresso non può. Sii grato perché se potrai perseverare nella scelta vorrà dire che tuo figlio continuerà a star bene e non avrai avuto bisogno dei medici, quelli che conosco io, quelli che le vite dei bambini le salvano da gravi malattie. Ricordati che tuo figlio non sta bene per merito tuo, che le “brutte” malattie non si prendono per meriti o demeriti dei genitori ma per (passami il termine) SFIGA. Perché lo so che tu, che hai un figlio che per fortuna sta bene, sotto sotto pensi che io ab...

La pietra sul cuore della mamma di un angelo

Il macigno sul cuore. Questa è la sensazione che ti accompagna ogni giorno quando sei genitore di un angelo. La tua vita è accompagnata da un macigno che appesantisce ogni momento della tua vita. Quel macigno c’è sempre... il tuo cuore col tempo acquisisce la forza di sostenerlo, ma non ha forza per molto altro ed il crollo è lì, da un momento all’altro.  Devi fare i conti con la tua debolezza, col tuo essere fragile. Devi imparare i tuoi limiti, riconoscere gli ambienti negativi che appesantiscono ulteriormente il tuo cuore e cercare di evitarli.  Cose che, con tutta probabilità, prima della perdita di tuo figlio sopportavi senza problemi, oggi diventano insormontabili montagne perché il tuo cuore è già schiacciato da un peso enorme e non ce la fa proprio a sopportare troppo altro peso.  Questa condizione accomuna tutti noi genitori di angeli in cielo.  E più quel figlio lo hai abbracciato, baciato, curato, più hai accumulato ricordi insieme a lui, più hai costr...

L’emozione di un saluto

In questi giorni sto vivendo la mia prima esperienza degli esami di terza media. Con sette classi terze ho avuto modo di vedere approcci differenti di intendere l’esame orale. Ho visto esami penosi, ragazzi non solo non preparati, ma anche assolutamente disinteressati a qualsiasi argomento. Ho visto esami “pieni di nozioni”, ragazzi che sanno tutto, ma di fronte a una domanda di attualità si perdono, non sanno cosa accade e non hanno opinioni personali, quasi indifferenti, interessati più al voto che alla conoscenza. Ho visto esami “belli” di ragazzi con tanta ricchezza dentro, che forse non sanno tutto, ma ragionano! Ragazzi con competenze che spesso la scuola sottovaluta, come il ragazzo Sinto che non ama la scuola, ma che ha tanta voglia di riscatto; che ti racconta le loro tradizioni e ne illustra pregi e difetti, che sa dirti cosa vuole e cosa non vuole per la sua vita; che vede nella storia la possibilità di non commettere gli stessi errori del passato; che ti chiede dell’esam...

Sono una pessima madre

Ormai è assodato: sono una madre pessima! Sono pessima perché non mi preoccupo troppo di non dare schifezze da mangiare a mia figlia.. se vuole mangiare una caramella gliela do, due no. Senza contare le patatine, i ghiaccioli, fritti vari...  Sono una pessima madre perché le lascio guardare i video sul tablet o sul cellurare! Anzi, santi video quando sei in auto o devi cambiarti e tua figlia è una cozza che si stacca solo guardando Masha!  Sono una pessima madre perché mia figlia la faccio uscire, sempre, col caldo o col freddo, e se non vuole mettere la giacca pazienza... se ha freddo la chiederà! Sono una pessima madre che la fa bagnare durante il temporale e la lascia pure saltare nelle pozzanghere! Sono una pessima madre perché la lascio dormire con noi nel lettone. E mi godo pure la sua presenza! (Quasi sempre) Sono una pessima madre perché se usciamo a cena non mi porto dietro pappe e pappette... qualcosa mangerà... e se non mangia c’è Santa tetta. Sono una pessima madre...

Auguri mamme!

Oggi è la festa della mamma. Faccio gli auguri a tutte le mamme: Quelle che lo sono nel cuore perché la vita non ha dato loro figli fisici, ma sono mamme per molti anche se non le chiamano mamme, ma maestra, zia, amica... Quelle che lottano, litigano, si preoccupano e sempre amano figli adolescenti e un po’ ribelli che le mettono a dura prova.  Quelle che cullano il loro bebè appena nato e lo guardano con lo sguardo incredulo “ma l’ho fatto io?”. Quelle che sono sempre di corsa, tra lavoro e impegni dei figli. Quelle che sono sole nel crescere i bambini perché il destino le ha portate a lottare in solitudine, e lo fanno con tutte le loro forze perché l’amore è il loro motore. Quelle che un bimbo (o più di uno) lo hanno nel cuore perché non è mai venuto al mondo, ma loro sanno che esiste e lo amano fortissimamente. Quelle a cui la vita ha strappato un figlio dalle braccia e che lottano per continuare a vivere e per gioire nonostante il cratere di dolore che solca il loro cuor...

Vita da incubo

Su Facebook ho trovato questa immagine sulla mia Home  Conosco esattamente la sensazione di vivere un incubo. Ci sono momenti in cui ti rendi conto di questo, di quanto la tua vita si avvicini all’idea di vita più brutta che potessi immaginarti.  La mia idea, fin da piccola, era che ciò che di più grave per me fosse la malattia e la morte di un figlio. La sensazione di vivere un’incubo però non è stata per me perenne, ricordo esattamente il mattino e il periodo in cui l’ho percepita più forte. Poi piano piano è svanita, non perché la mia condizione di vita fosse migliorata, ma semplicemente perché ho digerito la vita che mi è stata affidata e ho cercato di trarne il meglio per me e per chi ho intorno. Ricordo una mattina al risveglio, credo fosse dopo i primi cicli di chemio, quando il tumore tornò. Quello per me fu il momento della sconfitta. In quel momento sapevo inconsciamente che la nostra battaglia sarebbe stata difficilmente vinta. Dovevo digerire questa dura realtà. Un...